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Dicembre 15, 2025
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  • energy manager
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📈 +2,2% di occupazione nel settore energia nel 2024. Ma senza tecnici, la transizione si blocca.

Il nuovo rapporto dell’AIE fotografa un settore in espansione: 76 milioni di lavoratori a livello globale, con il comparto energia che traina l’occupazione mondiale. Ma dietro il dato positivo si nasconde una fragilità: la carenza strutturale di competenze tecniche.

🔧 Elettricisti, saldatori, operatori, installatori, ingegneri: oggi oltre il 50% dei posti nell’energia riguarda profili tecnici (contro il 20% nell’economia generale). Ma non ce ne sono abbastanza.

👥 Dal 2019 a oggi:

  • 2,5 milioni di nuovi posti tecnici
  • Per ogni giovane under 25, ci sono 2,4 lavoratori vicini alla pensione

Senza un cambio di passo, entro il 2030 il gap diventerà una crisi. Per evitarla, servirebbero +40% tecnici qualificati e 2,6 miliardi $/anno di investimenti in formazione (meno dello 0,1% della spesa globale per l’istruzione).

🚀 I settori più dinamici:

  • Fotovoltaico
  • Mobilità elettrica: +800.000 posti nel 2024
  • Reti intelligenti, stoccaggio e nucleare

🔎 Le soluzioni? Incentivi per studenti, apprendistati, collaborazione tra imprese e formazione, riqualificazione per lavoratori dei fossili.

🧩 Il capitale umano non è più un “nice to have”, ma il vero vincolo della transizione energetica.

📌 E le aziende italiane? Stanno già investendo in percorsi tecnici, academy aziendali o partnership con gli ITS? E le ESCo, come stanno affrontando la scarsità di manodopera specializzata?

 

 

⚡ Le Big Tech entrano nel trading energetico. Non per guadagnare, ma per sopravvivere.

L’esplosione dell’intelligenza artificiale sta ridisegnando le regole dell’energia: i nuovi data center AI possono consumare fino a 2 GW ciascuno – quanto una città di medie dimensioni.

📉 Ma con i prezzi elettrici in crescita (+7% annuo) e il gas naturale a +60%, l’approvvigionamento non può più essere passivo. Serve controllo, visione e capacità di risposta rapida.

🎯 Ecco perché:

  • Microsoft, Meta, Apple, Disney e altri stanno creando trading desk energetici interni
  • Obiettivo: ottimizzare costi, gestire il rischio e rivendere l’energia in eccesso
  • Le utility impongono impegni rigidi sui volumi: il rischio di pagare energia mai usata è reale

💼 Il nuovo ruolo chiave? Il trader aziendale:

  • Prevede carichi e costi
  • Stipula contratti PPA o acquisti a termine
  • Muove l’azienda sui mercati spot

📍 Google assume per energy market development, Oracle cerca risk manager, Disney gestisce il distretto energetico di Orlando con Reedy Creek Services.

💡 Il trading energetico non è (solo) finanza: è strategia operativa per l’infrastruttura AI. E per il mondo B2B, è una nuova frontiera di collaborazione tra:

  • fornitori energetici
  • consulenti
  • sviluppatori di soluzioni per forecasting, bilanciamento e automazione

📌 Come si stanno attrezzando le aziende italiane che gestiscono data center, infrastrutture IT o grandi carichi elettrici? È il momento di sviluppare competenze in energia e mercati anche nel digitale?

 

 

🔋 Rinnovabili al 49,3% nel mix elettrico UE. L’Italia? Lievemente sopra la media, ma non tra i leader.

Eurostat ha pubblicato i dati Q3 2025 sulla produzione elettrica nell’Unione Europea: le fonti rinnovabili hanno coperto il 49,3% del totale, segnando un +3,8% rispetto al 2024. Segnale chiaro: la transizione energetica procede, anche se a velocità diverse.

🌍 Ecco chi guida la classifica:

  • Danimarca: 95,9%
  • Austria: 93,3%
  • Estonia: 85,6% (+20,6 punti in un anno)

🇮🇹 L’Italia è sopra la media UE, ma resta lontana dai vertici. Mostra però un mix equilibrato tra solare, eolico e idroelettrico.

📊 Breakdown rinnovabili UE Q3 2025:

  • Solare: 38,3%
  • Eolico: 30,7%
  • Idroelettrico: 23,3%
  • Combustibili rinnovabili: 7,2%
  • Geotermico: 0,5%

⚡ Per chi opera in settori energivori o nella gestione di contratti energetici, questa tendenza è strategica:

  • Cresce il peso delle rinnovabili nei mix nazionali
  • Impatti su PPA, tariffe e carbon intensity
  • Opportunità di approvvigionamento più sostenibile

📌 Il dato italiano è confortante, ma rallentare ora significa perdere competitività energetica e reputazionale. Serve accelerare su investimenti, autorizzazioni e sviluppo di reti.

🔍 Le aziende energivore stanno già adattando le strategie di sourcing? E il procurement energetico tiene conto dei trend europei?

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